Vittime: Antonin Lecouteux

Collaboratore del Consolato Generale di Francia a Barcellona dal 1924 fino alla sua morte, il 17 marzo 1938, presso la Gran Via, attribuita ufficialmente ai bombardamenti e in particolare all’esplosione del camion all’incrocio Balmes / Gran Via. Però, è stato così realmente? Sulla sua vita si potrebbe girare un film.

Lecouteux nacque nel novembre 1899 a Parigi. Lavorò, quando aveva 18 anni, alla Sezione Fotografica e Cinematografica dell’Esercito (SPCA) durante la Prima Guerra Mondiale. Il 17 maggio 1922 iniziò a lavorare per il Ministero degli Esteri francese però, precedentemente, era già stato agente dei servizi segreti in luoghi, allora così remoti, come Istanbul (Turchia), Salonicco (Grecia) al momento della fine dell’Impero Ottomano e Tbilisi (Georgia).

Nel novembre 1925, con solo 26 anni, il suo governo gli conferì la medaglia di Cavaliere delle Palme Accademiche per "premiare l'eccellente lavoro che svolge nel suo incarico da più di otto anni", secondo 'La Vanguardia'.

A Barcellona, Lecouteux si è occupato dei rifugiati, che erano molti e di origini diverse. In Catalogna, c’erano diverse migliaia di persone neutrali, su cui i repubblicani avevano molti sospetti. Alle persone perseguitate che andarono in consolato, si offrivano le uniformi dei marinai francesi per andare al porto e partire con identità false su vascelli diretti a Marsiglia o in Algeria.

C’erano anche francesi che vivevano a Barcellona, che Lecouteux aiutò ad uscire di prigione, dove si trovavano per ragioni diverse, a volte a causa di false accuse di spionaggio. Infine c’erano membri della Brigate Internazionali che volevano tornare in Francia, senza soldi e disperati, perché non gli arrivavano i documenti dalle autorità catalane. Il consolato generale di Francia a Barcellona evacuò ufficialmente un numero complessivo di 6.630 persone. Secondo lo storico Javier Rubio furono in realtà molte di più.

Questo dato è offerto dalla 'Wiki Guy de Rambaud', publicata dal nipote di Monique Lecouteux (1926-2012), figlia del nostro protagonista. L’articolo riferisce inoltre che Lecouteaux inviava immagini della Guerra Civile in Catalogna in maniera clandestina alla stampa francese e che, per questo motivo, fu arrestato il 30 maggio 1937 alle 10.20h da una guardia d’assalto. Nello stesso giorno fu perquisito il suo domicilio del carrer Madrazo, e gli furono sottratte quattro macchine fotografiche, restituitegli solo due giorni dopo, in seguito al reclamo del console generale francese.

Antonin Lecouteux davanti a uno stand della propaganda repubblicana [Wiki Guy de Rambaud]

Secondo Rambaud, l’immunità diplomatica provocò molti risentimenti e minacce presso il consolato. Il fatto poi che Lecouteux avesse aiutato 521 militari dell’esercito repubblicano a imbarcarsi semiclandestinamente sui vascelli militari Epervier e La Palme e a scappare nella notte del 16 marzo 1937 dalla spiaggia di Caldetes, rappresentò la goccia che fece traboccare il bicchiere.

Così, si dichiara che l’autopsia della polizia francese aveva scoperto nel corpo di Lecouteux ferite mortali provocate da bombe sovietiche. Questa è la versione che si comunica alla vedova e alla figlia a Parigi, alle quali viene detto che il suo corpo non era stato rinvenuto nelle macerie, ma solo ore dopo in un ospedale.

La versione ufficiale narra che a mezzogiorno del 17 marzo 1938 Lecouteux si dirigeva a pranzare all’elegante ristorante l'Or del Rhin, all’incrocio di Rambla di Catalogna, e che proprio lì lo sorprese l’esplosione. Dal 18 al 20 marzo 1938 si allestì per lui una cappella ardente presso l'ospedale francese di Barcellona. Dopo la messa officiata da un sacerdote “in borghese” una cerimonia funebre ufficiale a Barcelona, con i rappresentanti del governo repubblicano, il suo corpo fu rimpatriato sulla nave da guerra Vauquelin. Il trasporto della salma da Barcellona appare nel documentario 'L'Espagne vivra' (1938) [minuto 3], di Henri Cartier-Bresson.

Dopo il suo funerale, il presidente francese lo decorò con la medaglia postuma di Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore, la più alta onorificenza francese. Per chi voglia interessarsi del tema, la scheda di Antonin Lecouteux si trova presso il Centro degli Archivi Diplomatici di La Courneuve (France) con il codice 395QO/428 e si può solo consultare sul luogo.

Medaglia di Cavaliere della Legione d’Onore [Foto: Wikipedia]

Medaglia di Cavaliere delle Palme Accademiche

[Fonti: Wiquipedia francese, Emeroteca de 'La Vanguardia', Direzione degli Archivi del Ministero degli Esteri francese, Wiki Guy de Rambaud]

[Foto di copertina: Furmeyer, Wikimedia Commons]